
L’alba del 7 novembre 1987, i Tunisini vengono a sapere che hanno un nuovo Presidente: Zine El Abidine Ben Ali. Egli annuncia in una dichiarazione solenne, diffusa dalla radio nazionale, un’era nuova per la Tunisia e chiama i Tunisini ad edificare una società giusta, equilibrata , democratica e decisamente volta verso il progresso e la modernità.
Zine El Abidine Ben Ali è nato il 3 settembre 1936, a Hammam Sousse, in una famiglia modesta che lo educa nel rispetto delle tradizioni e gli inculca il senso della dignità, l’amore della patria ed il rispetto dell’altro. Ne eredita il gusto della semplicità, dello sforzo e del rigore nonché il senso della misura e della tolleranza.
Ottenne il diploma della Scuola Speciale Inter-armi di Saint Cyr , poi altri diplomi ancora dalle istituzioni di pari prestigio : Scuola di Artiglieria di Chalons-Sur-Marne (Francia), Scuola Superiore di Intelligence e Sicurezza e della Scuola di Artiglierie di Campagna Anti-Aerea (USA). Ne ottiene anche un diploma di Ingegnere in Elettronica .
La seconda parte della sua carriera sarà segnata da una ascesa regolare nelle diverse responsabilità, dovuta al suo senso del dovere , alla sua capacità di ascolto ed al rigore delle sue analisi.
Giovane ufficiale dello Strato Maggiore , crea la Direzione della Sicurezza Militare nel 1964 e ne assicura la sua direzione per dieci anni. Nominato addetto militare in Marocco e in Spagna, raggiunge Rabat dal 1974. E successivamente assegnato al gabinetto del Ministro della Difesa , prima di occupare le funzioni di Direttore della Sicurezza generale e delle Sicurezza nazionale (dicembre 1977).
Nell’ Aprile 1980, è ambasciatore a Varsavia. Alla fine della sua missione in Polonia , è di nuovo nominato, nel 1984, Direttore Generale della Sicurezza Nazionale. Il 29 Dicembre dello stesso anno , è promosso Segretario di Stato , poi Ministro della Sicurezza Nazionale (23 Ottobre 1985). Il 28 Aprile 1986 , è nominato Ministro dell’interno.

Nel Giugno dello stesso anno, entra nell’Ufficio Politico del Partito Socialista Destour (PSD) e ne diventa il Vice Segretario Generale. Fu promosso al rango di Ministro di Stato incaricato dell’interno, nel maggio 1987, fu disegnato , il 2 ottobre1987, all’età di cinquantuno anni , Primo Ministro, mantenendo il portafoglio dell’Interno. Diventa il Segretario generale del PSD.
Primo ministro, prende in mano il paese in crisi, affronta la situazione con
determinazione, sventando gli intrighi, moltiplicando i segni di acquietamento, agendo per ristabilire la fiducia, raccomandando soluzioni logiche e realistiche facendo sempre prevalere gli interessi supremi della Tunisia allorché , è sempre sotto l’effetto delle assenze del Presidente Bourguiba che era totalmente tagliato fuori dalle realtà del Paese.
Sulla base d’un rapporto medicale firmato da sette medici che avevano in cura il Presidente Bourguiba, dove si attesta l’incapacità di quest’ultimo a continuare ad assumere le alte cariche dello stato , ed in virtù dell’articolo 57 della Costituzione , il Primo Ministro Zine El abidine ben Ali sale, il 7 Novembre 1987, alla magistratura suprema. La transizione si svolge con dolcezza e nel rispetto della legalità costituzionale.
Gli attenti osservatori ne vedono un esempio di comportamento civile. Un apprezzamento motivato dall’atteggiamento adottato nei confronto dell’ex Presidente , che è rimasto circondato dal rispetto più totale.
Dalla sua investitura, il Presidente Ben Ali s’impegna nell’onorare gli impegni contenuti nella Dichiarazione del 7 Novembre : stato di diritto, sovranità del popolo, riconciliazione nazionale, rispetto delle libertà fondamentali, democrazia, pluralismo, giustizia sociale, solidarietà, sforzo, apertura e modernizzazione ; programma al quale aderisce la maggioranza dei Tunisini, perché risponde alle loro attese.
ne modernizza i metodi d’azione e riformula il suo discorso. Il Partito si apre ai giovani e a tutte le competenze, rinnova i suo quadri, le sue strutture, rende la parola e l’iniziativa alla base, rinforzando così la sua credibilità e la sua presenza sulla piazza e allarga il suo audience e il suo.
Sul terreno politica, un clima di distesa e di concordia nazionale s’instaura.
Il Patto nazionale, sottoscritto il 7 Novembre 1988 dalla totalità dei partiti, delle correnti intellettuali e politiche e dalle componenti della Società Civile, consacra la concordia nazionale, obiettivo supremo del Presidente Zine El Abidine Ben Ali. Per concretizzare la riconciliazione nazionale una amnistia generale è stata varata.
Un Consiglio costituzionale è stato creato dal Cambiamento per garantire, nello spirito come nella lettera, la costituzionalità delle leggi. E, in virtù della legge costituzionale 98-76 del 2 novembre 1998, i pareri del Consiglio Costituzionale sono obbligatori e s’impongono a tutti i poteri e a tutte le autorità.
Numerose iniziative sono state messe in opera per promuovere il panorama mediatico. Il Codice della Stampa è emendato per ben quattro volte (1988, 1993, 2001 e 2006), dando, alla legislazione tunisina in materia, un orientamento nettamente modernista e liberale, assicurando ai giornalisti le condizioni per l’esercizio della loro professioni.
Per rinforzare la libertà di stampa e la consacrazione del diritto alla differenza e del diritto alla comunicazione, una legge è varata il 9 gennaio 2006, la quale sopprime il deposito legale per i quotidiani ed i periodici nonché per le riviste . Inoltre , il Presidente Zine El Abidine Ben Ali, il 7 novembre 2007, annuncia la sua decisione di sopprimere la censura amministrativa sui libri, le pubblicazioni e le opere artistiche.
Una nuova legge più liberale sui partiti, adottata nel 1988, imprime un nuovo slancio al pluralismo. Le elezioni presidenziali e legislative anticipate del 2 aprile 1989, sono le prime, nella storia del paese, a svolgersi nella trasparenza ed in perfetta conformità con la legge.

Candidato dall’insieme dei Tunisini, da tutte le tendenze e sensibilità politiche all’unisono, Zine El Abidine Ben Ali è eletto Presidente della Repubblica. Questo ampio consenso nazionale è stato riconfermato in favore della sua rielezione il 20 marzo 1994, il 24 ottobre 1999 ed il 24 ottobre 2004, con altissimi consensi.
Il Codice Elettorale è stato emendato per favorire anche il multipartitismo per le elezioni legislative del 1994 e ha permesso perla prima volta dall’indipendenza della Tunisia l’ingresso dell’opposizione nella Camera dei Deputati.
Coi nuovi emendamenti del Codice Elettorale del 1988, l’opposizione rappresentata da 5 partiti, nel corso delle elezioni legislative del 24 ottobre1999, ha potuto avere 33 seggi su un totale di 182, e in quelle del 24 ottobre 2004 , 37 seggi su 189.
La posizione privilegiata concessa ai giovani nella Tunisia dell’Era Nuova si riconfermata con l’abbassamento à 18 anni dell’età minimo del voto. Questa misura permetterà ad una larga frangia della società tunisina di esercitare il suo diritto al voto.
La Costituzione è stata, inoltre, emendata per garantire la pluralità delle candidature alle elezioni presidenziali. Questa pluralità si è concretizzata per la prima volta nella storia della Tunisia nelle elezioni presidenziali del 24 ottobre 1999.
Convinto che la volontà del popolo è al disopra di tutte le altre volontà, Presidente Zine El Abidine Ben Ali, sottoporre il 26 maggio 2002, il progetto di riforma al referendum, e permette così al popolo tunisino di esprimersi direttamente.
I Tunisini hanno partecipato massicciamente a questo referendum, primo nella storia della Repubblica Tunisina, e hanno aderito totalmente al contenuto della riforma costituzionale.
Il 3 settembre 2004, il Presidente Zine El Abidine Ben Ali presenta la sua candidatura per le elezioni presidenziali del 24 ottobre 2004. Apre la campagna elettorale e in vista di questa scadenza, propone la popolo, il 10 ottobre 2004, un programma ambizioso, “Ben Ali per la Tunisia di domani”. Questo programma in 21 punti tocca i diversi settori della vita della nazione e di tutte le categorie sociali e destinato ad arricchire maggiormente il capitale acquisito e le realizzazione compiute sotto la direzione dell’Era Nuova.
Liberale e democratica per convinzione e per temperamento, il Presidente Zine El Abidine Ben Ali ha posto i diritti umani fra i punti fissi della sua politica, secondo un concetto globale che coniuga i diritti economici, sociali e culturali coi diritti civili e politici.

Preoccupato per radicare il valore del lavoro nella società, il Presidente Zine El Abidine Ben Ali riesce nel sanare il clima sociale riabilitando l’Unione generale del lavoratori Tunisini (UGTT), istaurando il dialogo regolare fra i partners sociali considerando il lavoro e lo sforzo un valore cardinale.
Le riforme economiche, mese in opera dalla Tunisia, hanno permesso al paese di realizzare, dal Cambiamento, un ritmo di crescita economica sostenuto di circa il 5% e di domare l’inflazione. Il successo nell’opera di sviluppo ha permesso di realizzare un reddito medio procapite di 4.400 dinari nel 2007, ossia il quintuplo del suo reddito se paragonato con quello di 20 anni fa. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è balzato da 7.160 milioni di dinari (MD) nel 1986 a 44.254 (MD) nel 2007.
L’apertura dell’economia tunisina è stata coronata da successi, come lo dimostra il tasso di crescita delle esportazioni negli ultimi venti anni. La parte delle esportazioni nel PIL è passata dal 34,7% nel 1987 al 50,7% nel 2007. Per quello che concerne gli investimenti esteri, essi sono passati da 100MD nel 1986 a 2.132 MD nel 2007.
Un programma nazionale per la modernisazione del tessuto industriale “mise à niveau” è stato lanciato in Tunisia , nell’ambito di un accordo di associazione e di libero scambio , firmato nel 1995 con l’Unione Europea.
In virtù di questo accordo, una zona di libero scambio fra la Tunisia e l’Unione Europea è entrata in vigore dal 1° Gennaio 2008, per i prodotti industriali.
L’infrastruttura moderna, la legislazione favorevole, nonché il clima si stabilità sociale e politica e la crescita economica attirano numerosi investitori.
L’anno 2008 rappresenta per la Tunisia una tappa significativa in materia di polarizzazione degli investimenti esteri, tenuto conto dell’importanza dei grandi progetti la cui realizzazione è stata intrapresa o sono in corso di preparazione . Questi progetti , del valore di circa 30 miliardi di dollari, contribuiranno a fare della Tunisia un polo regionale del commercio e dei servizi.
Questo mutamento qualitativo della Tunisia trova illustrazione nell’attività economica e degli investimenti in piena espansione. Viene concretizzata con gli innumerevoli apprezzamenti positivi degli organismi mondialmente rinomati, come il Forum Economico Mondiale di Davos, che classifica la Tunisia al 1° posto per il Maghreb Arabe , 3° nel Monda Arabo e dell’Africa e al 40° posto a livello mondiale, per la competitività economica , secondo il suo rapporto 2007-2008 sulla competitività globale .
In sintonia col popolo , Ben Ali si adopera a concretizzare il concetto di solidarietà nazionale che costituisce il fondamento della sua politica sociale.
E’ d’altronde, dopo una delle sue visite nel profondo del paese, nel dicembre 1992, che il Presidente Zine El Abidine Ben Ali decide la creazione del Fondo di Solidarietà Nazionale (FSN) , meglio noto come col numero del Conto Corrente 26-26. La precedenza data all’impiego a trovatola sua realizzazione nella messa a punto di un sistema di micro-crediti per incoraggiare lo spirito di iniziativa fra i giovani, nonché la creazione del Fondo nazionale dell’Impiego (FNE), OSSIA IL Fondo 21-21.

Il Codice dello Statuto Personale, uno dei progressisti nel mondo per quello che concerne la donna, è stato costituito e ha subito diversi emendamenti che bandisce ogni forma di discriminazione fra i due sessi e innalza le relazioni fra uomo e donna a livello partner l’uno dell’altra.
Per la politica estera, il Presidente Zine El Abidine Ben Ali a dotato la Tunisia di una diplomazia attiva e dinamica Che opera per l’integrazione nel complesso magrebino, per il trionfo della causa araba e africana e per la creazione di uno spazio di cooperazione per lo sviluppo euro-mediterraneo, contribuisce in modo funzionante alla ricerca di una pace giusta, globale e durevole in Medio oriente e agli sforzi spiegati al servizio della pace e della sicurezza internazionale, in generale.
Per quello che concerne la posizione di primo ordine che occupala Tunisia nello spazio mediterraneo, il Presidente Zine El Abidine Ben Ali si è adoperato per dare un nuovo impulso allo spazio del dialogo 5 + 5. Ha operato, durante la sua presidenza del primo summit del dialogo 5 + 5 svoltosi a Tunisi, il 5 dicembre 2003, in favore della concretizzazione di una presa di coscienza mediterranea comune che riflette la solidarietà dei dieci paesi del bacino occidentale del Mediterraneo e delle specificità del partenariato chi li riunisce.
Confermando questo orientamento, il Presidente Zine El Abidine Ben Ali a reiterato, al Summit “Processo di Barcellona : Unione per il Mediterraneo” , tenutosi il 13 luglio 2008 a Parigi, la determinazione della Tunisia a contribuire alla messa in opera dei meccanismi di azione idonei ed efficaci che permettono di accelerare il ritmo d’integrazione economica fra le due sponde del Mediterraneo, di segnare una nuova tappa nelle relazioni euro mediterranee si costruire un avvenire comune fra i paesi dello spazio euro mediterraneo, fondato sul mutuo rispetto, il dialogo, gli interessi reciproci ed un partenariato solidale, e si riferisce ad approccio globale dello sviluppo durevole.
Il XVI summit arabo, tenutosi a Tunisi il 22 , 23 maggio 2004, ha confermato la giustezza delle viste del Presidente Zine El Abidine Ben Ali e la sua visione realistica per l’importanza di questo Summit e la necessità di razionalizzare il ruolo della Lega Araba in vista di promuovere l’azione araba comune, di rinforzare la sua credibilità e di operare all’edificazione di una avvenire migliore per il mondo arabo.

Tenere a Tunisi, nel 2005, la 2° fase del Summit Mondiale sulla Società dell’Informazione (SMSI) traduce, in modo chiaro e lampante, la credibilità di cui gode la Tunisia nelle istanze internazionali.
I lavori del Summit sono stati incoronati dall’adozione di due documenti importanti : “l’impegno di Tunisi” dove si esprime la ferma volontà politica della comunità internazionale di andare avanti nella direzione dello riduzione del gap numerico, e dell’”Agenda di Tunisi per la società dell’Informazione”.
In questa ottica universalista e umanista , il Presidente Zine El Abidine Ben Ali ha suggerito la creazione di un Fondo mondiale di Solidarietà che ha come missione quella di raccogliere le donazioni e i contributi volontari per adoperarli nella lotta contro la povertà e per lo sviluppo dei paesi poveri.
Il 20 dicembre 2002, l’Assemblea generale delle nazioni Unite adotta una risoluzione dove decide di creare questo Fondo e, il 23 dicembre 2005, ne adotta un’altra, proclamando il 20 dicembre do ogni anno giornata internazionale di solidarietà umana; decisione che conferma e consacra il valore della solidarietà nelle relazioni internazionali, come raccomandato dal Presidente Zine El Abidine Ben Ali.
Scegliere Tunisi, da parte dell’Unesco, come Capitale Culturale, nel 1997, è un’altra testimonianza dello sfavillio culturale accresciuto della Tunisia e della sua preminente posizione di ponte fra i popoli e incrocio di dialogo fra le civiltà, le culture e le religioni.
Lo stesso, la scelta da parte dell’Organizzazione Islamica per l’Educazione, le Science e la Cultura (ISESCO) della città di Kairouan come capitale culturale islamica per il 2009, testimonia il radicamento profondo della Tunisia nella sua identità civilizzatrice e culturale.
Il Presidente Zine El Abidine Ben Ali è sposato ed è padre di sei figli. Sua moglie, Signora Leila Ben Ali, è molto attiva in tanti organismi caritatevoli tunisini ed internazionali che operano perla causa della donna, della famiglia e dell’infanzia.